Ah, fotografi anche tu? Anche io...

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canon , nikon , sony , minolta

Sai qual'è una delle osservazioni che sento più spesso dopo la domanda "Ah, ma  tu ti occupi di fotografia?"

"Anche a me paice la fotografia... Io ho una Canon/Nikon/Sony/Minolta...."

La prima parte mi fa sempre felice, conoscere un altro appassionato di fotografia. La seconda mi fa sempre riflettere.
E mi domando: perchè mai mi ha dovuto spiegare qual'è la marca della sua attrezzatura?

Se conosco un buon cuoco che mi dice "anche io amo cucinare" non esordisce subito dopo con un "sai io uso le pentole della Lagostina", oppure se incontro un appassionato di corsa non mi attribuisce di certo il merito dei suoi tempi in corsa alle Nike che indossa, così come se hai un'istruzione mi parli del percorso che hai fatto, non del fatto che i libri li mettevi nello zaino Invicta quando andavi a scuola.

Eppure nel mondo della fotografia esiste questa distorsione spazio temporale che tende a collegare il mezzo ai risultati, quando spesso (quasi sempre) non sono mai strettamente correlati, specialmente nella fotografia di ritratto, quella di cui mi occupo io.

Nella fotografia di ritratto il gap tra risultato buono e cattivo è dato da tante di quelle cose che se dovessi sostituirne una per forza forse potresti togliere proprio la reflex ed usare il telefonino! Si, hai capito bene, se sei in grado di scattare una buona fotografia, se conosci la luce, se sei padrone dei concetti fotografici, se sai gestire la modella, la variabile fotocamera extra lusso e fotocamera base è quasi irrilevante, se non per scelte creative e per alcuni limiti che con fotocamere più performanti puoi sorpassare.

Ma nel 99% dei casi un buon fotografo rimane tale indipendentemente dal mezzo che usa. 

Ti sembra strano questo? Non lo è per nulla, perchè tanto quanto un cuoco bravo rimane tale se cambia pentola, un corridore rimane valido se gli cambi le scarpe, allo stesso modo è per la fotografia.

Ma c'è anche il rovescio dell'ignoranza.
L'affermazione : "Bella foto! Con che macchina l'hai scattata?"

Di chi vede ed ammira le tue foto (grazie!) e poi ti domanda questa cosa come se il merito fosse del mezzo (grazie al c__zo!) .
Non ci si dovrebbe lamentare che viene dato il merito più alla fotocamera che al fotografo se noi per primi facciamo queste domande:
+ che fotocamera hai usato?
+ che coppia tempi diaframmi?
+ come si chiama la modella?

Questo trittico di domande sta quasi sempre ad indicare povertà di lettura ed ancora peggio testimonia la falsa convinzione che siano questi i fattori, peraltro molto variabili, che determinano una buona foto.

Eppure di nuovo, cambiando fotocamera, modificando (in relazione al momento) le impostazioni tecniche e cambiando persino la modella, ci sono fotografi che ottengono sempre e dico sempre un risultato eccellente.

Qual'è la discriminante? Il loro talento!

Da dove arriva: dal percorso di studio, dall'esperienza, dal continuo confronto e crescita, dalla sete di sapere, dalla voglia di miglioramento.

Quando domandi ad un fotografo che stimi come ha fatto a creare quella bella foto, ricorda, è un insulto parlare solo o prevalentemente di attrezzatura, chiedigli piuttosto da dove ha tratto l'ispirazione, da dove provengono le sue conoscenze, quali esperienze hanno disegnato il suo stile e qualsiasi domanda sia inerente il suo percorso di crescita fotografica...

Vedrai, sarà felice di risponderti e se eviterai di sentirti accomunato a lui facendogli notare che avete lo stesso marchio sul tappo dell'obbiettivo capirà che sei una persona originale, non un burattino del brand di turno.

La fotografia è magia e se ti applichi non serve un'etichetta per diventare un mago


 

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